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Nicola Parrinello

Dottore Commercialista Revisore Legale Consulente strategico

Chi sono

Molti imprenditori arrivano con lo stesso racconto. L’anno si è chiuso con un utile, la cassa però è vuota, la banca fa domande che sembrano fuori luogo, e in azienda c’è una decisione che tutti aspettano e nessuno prende. Quasi mai manca il numero. Manca la lettura del numero, e manca il momento in cui quella lettura diventa una scelta.

È il lavoro che faccio.

Ritratto di Nicola Parrinello, in giacca blu scuro e camicia bianca, seduto, con le mani appoggiate davanti a sé

Sono Dottore Commercialista, iscritto all’Albo dell’Ordine di Marsala al numero 435/A, e Revisore Legale, iscritto al Registro al numero 169443 dall’11 ottobre 2013. Mi occupo di ciò che sta prima e dopo l’adempimento: strategia aziendale, finanza d’impresa, controllo di gestione, adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, operazioni straordinarie, holding e riorganizzazioni societarie e familiari, rapporto tra impresa e banca.

Sono certificato in Balanced Scorecard presso la LIUC Business School, lo strumento con cui una strategia smette di essere un’intenzione e diventa un sistema di indicatori che qualcuno, ogni mese, può davvero controllare.

Esercito la professione tra Marsala e Petrosino, nel mio studio professionale con il marchio P&G. Guido inoltre due società: Metis, che ho fondato, con cui affianco piccole e medie imprese, imprenditori e colleghi commercialisti su strategia, numeri e organizzazione; e Connexio, con cui svolgo revisione legale dei conti. Attraverso le società opero anche a Palermo, ad Acireale e a Milano. Mi affianca una rete di collaboratori di fiducia in diverse parti della Sicilia.

Chi legge con una certa costanza, dopo qualche mese, guarda i propri numeri in modo diverso. Di solito se ne accorge prima chi gli lavora accanto.

Il metodo

Pensa all’ultima volta che hai chiuso un bilancio e hai pensato: i numeri tornano, eppure qualcosa no. Quella sensazione ha quasi sempre ragione. Il mio metodo serve a darle un nome, e poi a trasformarla in una decisione. Tre movimenti, sempre nello stesso ordine.

  1. Vedere: la patologia aziendale

    Ogni impresa manda segnali molto prima che il bilancio li registri. Una decisione che aspetta da mesi. Un reparto che cresce mentre gli altri rallentano. Un collaboratore che a un certo punto posa la penna. Io parto da lì, ed è per questo che a volte mi definisco un patologo aziendale: guardo dove l’esame ordinario passa oltre, e trovo le cose mentre sono ancora piccole. Per te significa intervenire quando basta poco.

  2. Capire: l’economia umanistica

    Poi cerchiamo il perché. Mi riconosco in un’economia umanistica. Un bilancio dice quanto, quasi mai dice perché: il perché sta nelle persone, nelle abitudini, nelle relazioni e in decisioni prese anni prima. Per questo leggo i dati quantitativi con rigore e quelli qualitativi con la stessa serietà. Un’impresa che non torna nei numeri, quasi sempre, aveva smesso di tornare prima da qualche altra parte. Quando il perché è chiaro, ogni soluzione poggia su qualcosa di solido.

  3. Governare: la Balanced Scorecard

    A questo punto disegniamo la rotta: pochi obiettivi, gli indicatori che li misurano, chi se ne occupa, quando ci si guarda negli occhi per verificarli. Lo strumento è la Balanced Scorecard, che tiene insieme numeri, clienti, processi e persone. Il risultato lo senti ogni mese, aprendo un solo foglio: sai dove sei, dove stai andando, e che cosa fare lunedì mattina.

È così che si legge, insieme, il bilancio che nessuno scrive. E da lì si comincia a scrivere quello che vuoi.

Scrivimi

Raccontami la tua situazione: troveremo insieme il punto da cui cominciare.

Scrivimi